• A cura di: Elena Iodice
  • Destinatari: max 25, operatori culturali, educatori, insegnanti e grandi curiosi
  • Quando: 19 aprile, 3 e 17 maggio dalle 17,00 alle 19,00
  • Dove: piattaforma Zoom
  • Informazioni: formazionetuttestorie@gmail.com; 070659290
  • Compilare i campi del seguente link e attendere una email di conferma: ISCRIZIONI ONLINE
  • Costo di partecipazione: 3 appuntamenti € 80,00
  • Scadenza iscrizioni: 15 aprile 2021

Aspettando domani, una pratica laboratoriale e artistica. A cura di Elena Iodice.

Nei primi anni del 900, nelle grandi case coloniche che ospitavano molte famiglie sotto lo stesso tetto, era diffusa una tradizione: in veneto veniva chiamata Far Filò. Calato il sole, consumata la cena, messi a letto i bambini più grandi, le donne si riunivano nella stalla che, per la presenza degli animali, era l’ambiente più caldo della casa. Le donne che andavano a filò di solito si portavano dietro qualcosa da fare: le mani non potevano stare ferme… E allora si impugnava la molinela per filare la lana, aghi e filo per rammendare, ferri da calze o da maglia per provvedere al guardaroba. Chi aveva famiglia usava quel tempo per sistemare o rinnovare cose vecchie; le giovani donne, se erano senza marito, preparavano la dote. Poi c’era chi, investito dal raro potere di saper leggere, portava gli altri tra le pagine di libri famosi, letti a puntate, sera dopo sera.  Ma il più delle volte, ci si raccontava fatti accaduti o sentiti narrare da altri, spesso stravolgendone i contenuti.
E allora le parole si intrecciavano ai fili, alle foglie di pannocchia, al vimini dei cesti, al fil di ferro con cui si aggiustava tutto.
E così, parola dopo parola, si aspettava il domani dando forma alla notte e alle storie.

L’intento di questo corso è esattamente questo: aspettare il domani. Come le persone che si raccoglievano in quelle stalle, in quella povertà assoluta,  anche noi oggi, metaforicamente, sentiamo di essere poveri. Di rapporti umani, veri, concreti, di prossimità, di scambi.

Ma ci resta la parola e la capacità di muovere le mani dando forma a mondi.

E allora, portati dalle storie che l’Arte ci propone, entreremo negli spazi infiniti di Maria Lai, nelle ferite ricucite di Louise Bourgeois o tra le trame di Anni Albers. Come disse quest’ultima, saranno le mani a guidarci, a portarci fuori dalle nostre case, dagli spazi ristretti in cui da più di un anno ci troviamo a vivere per capire che l’Arte è davvero uno strumento potente capace di ricucire ciò che si è strappato. Non per restituircelo uguale ma per consegnarlo al futuro in una nuova forma.

Tre appuntamenti in cui saranno gli aghi, i fili, le trame i nostri strumenti. Louise scrisse una volta: “Le persone comunicano attraverso gli occhi e le mani.” E allora ci serviremo di loro, dei nostri occhi e delle nostre mani, per dare forma a questo presente così complesso.

L’Arte non offre rimedi, non elimina il dolore o la sofferenza, la fatica o la disperazione. Ma forse può aiutarci a ritrovare quel senso nascosto dietro alle cose e aspettare il domani che certo verrà.

“Non ho mai pensato di voler cambiare il mondo né il modo di fare arte, né di fare opera didattica. È mia convinzione che i linguaggi dell’arte non siano poi così lontani dalla gente comune ma accessibili e praticabili da tutti. La prima chiave di lettura dell’arte è praticarla manualmente.” Maria Lai.

  MARIA LAI – FOGLI CUCITI.
La riflessione parte dalle geometrie dell’artista che rappresentavano viaggi ideali verso quell’infinito di cui sentiva una nostalgia profonda. Lavoreremo su panno lenci nero, ma se non sarà possibile,  useremo fogli di cartoncini lavorati a collage con carte materiche che foreremo con un punteruolo per poterli, poi, cucire.

  LOUISE BOURGEOIS – TENERE COMPULSIONI
Louise, nelle lunghe notti insonni, compilava diari su cui intrecciava parole e disegni. Chiamava quelle attività notturne “tenere compulsioni”. Con semplicissime penne bic trameremo tessuti slabrati, rotti, feriti per poterli poi ricucire di nuovo.

 ANNI ALBERS – INTRECCI 
La parole di chi partecipa al corso saranno rimpaginate su fogli che, assieme a strisce di colori saranno tramate su un foglio quadrettato per comporre tessuti fatti di colore e parole.

Per iscrizioni compilare il modulo nel seguente link: iscrizioni online 

PRESENTAZIONI ASPETTANDO DOMANI E MATERIALI

Elena Iodice: Laureata in Restauro Archeologico presso la Facoltà di Architettura di Ferrara, scopre improvvisamente il potere dell’Arte raccontata ai bambini, grazie all’intuito di Paola, un’insegnante della scuola primaria. Comincia a lavorare presso scuole, musei, biblioteche. Scrive delle sue passeggiate in questo mondo sul blog di Topipittori e su FrizziFrizzi. Collabora, come atelierista, con Alchemilla, cooperativa sociale per il progetto Artoo: L’arte raccontata ai bambini, con Drammatico Vegetale e Alcantara Teatro, con cui dal 2018 cura i laboratori a margine del festival Filo per Filo, segno per segno.