Cinema
Cinema Odissea
10:30

Phantom boy

da 8 anni a 100 anni

proiezione del film d’animazione di Jean-Loup Felicioli, Alain Gagnol (Francia/2016)

in collaborazione con la Cineteca di Bologna

Sinossi

New York, un misterioso uomo dal volto sfigurato ferisce Alex, ispettore di polizia messosi sulle sue tracce. Bloccato in ospedale, Alex fa la conoscenza di Léo, un bambino di 11 anni sottoposto a chemioterapia che possiede l’incredibile facoltà di uscire letteralmente dal proprio corpo. Come un fantasma il piccolo può prendere il volo e passare attraverso i muri. Intanto, Il gangster sfigurato minaccia la città con un virus informatico. Grazie agli straordinari poteri di Léo, Alex può però riprendere la sua inchiesta…

Gli autori

Dopo la riuscita ed il successo del precedente Un gatto a Parigi il nuovo film della coppia Alain Gagnol e Jean-loup Felicioli era atteso impazientemente. Prodotto ancora una volta dallo studio Folimage con la professionalità e l’esigenza artistica che lo contraddistingue, il film conferma il talento del duo francese.

Gagnol e Felicioli si incontrano proprio negli studi della Folimage alla fine degli anni Ottanta ed iniziano a collaborare nel 1996 per la realizzazione di una serie di cortometraggi d’animazione per la televisione. Il loro sodalizio artistico da allora non si è più interrotto e nel 2012 hanno ricevuto la candidatura agli Oscar per il Miglior film d’animazione con Un gatto a Parigi.

Supereroe del quotidiano

Due linee narrative parallele si sviluppano e si intrecciano: da una parte la storia poliziesca dai toni noir, dall’altra quella delicatamente intimistica della lotta di un bambino contro la malattia.
La declinazione della figura dell’eroe è trattata in maniera magistrale e dona grande profondità al racconto: se Léo partecipa attivamente alla risoluzione del caso e alla lotta contro il machiavellico uomo sfigurato che minaccia New York, egli è prima di tutto un eroe del quotidiano che combatte il proprio male interiore.  Al suo fianco in questa battaglia personale c’è poi una bellissima famiglia amorevole e unita, ma naturalmente messa a dura prova da una così grande sofferenza.

Il sovrannaturale potere che la malattia gli dona, questa capacità che ha di fuoriuscire dal proprio corpo, gli permette di venire in aiuto del giovane ispettore e dell’intrepida Mary, giornalista a caccia di notizie, ma soprattutto gli permette di evadere da sé stesso e di essere qualcosa d’altro, un supereroe che agisce contro una terribile minaccia. Si tratta di una delicata ed incantevole celebrazione del potere dell’immaginazione, in grado di far fronte ad ogni tipo di difficoltà.

L’ originalità del film è proprio l’intrecciarsi di due generi che si sostengono l’uno con l’altro: la storia poliziesca sostiene il coraggio di Léo nella sua battaglia contro la malattia. La suspence dell’inchiesta si unisce a quella che riguarda l’efficacia della terapia a cui il bambino è sottoposto. Il film non è mai duro nonostante la durezza dell’argomento trattato, piuttosto è emozionante, in tutte le accezioni del termine.

Il tutto è poi condito dall’omaggio ai comics di matrice classica e al cinema ad essi correlato: come si è detto Léo è sicuramente un supereroe, ma nello stesso modo anche il terribile uomo sfigurato è a pieno titolo un supercattivo senza scrupoli che sembra uscito da un fumetto Marvel o DC, un Joker con tanto di sfregio sul volto.

New York inedita

Questo racconto così originale trova poi svolgimento in un décor spettacolare, una New York reinventata dall’immaginario ed il talento grafico dei realizzatori e dell’equipe dei collaboratori. L’animazione conserva il suo spirito artigianale e lo spettatore può vedere e addirittura percepire la materia del pastello ed il tratto nero della penna e del pennarello. I colori sono vividi e le prospettive fortemente accentuate in stile espressionista. La New York di Gagnol e Felicioli è cinefila: richiama in parte Manhattan di Woody Allen, in parte la Gotham City di Christopher Nolan, è un reinvenzione che ammicca all’immaginario europeo, all’idea della Grande Mela che negli anni si è delineata grazie al cinema.