Teatro
Teatro Massimo
10:30
Venerdì 20

Pop Up

POP UP, UN FOSSILE DI CARTONE ANIMATO

Sacchi di Sabbia/Teatro delle Briciole

 

di Giulia Gallo e Giovanni Guerrieri

con la collaborazione di Giulia Solano

con Beatrice Baruffini e Serena Guardone

libri di Giulia Gallo

ideazione luci Emiliano Curà

realizzazione scene Lab Tdb (Paolo Romanini)

produzione Teatro delle Briciole

con il sostegno della Regione Toscana

Progetto affidato ai Sacchi di Sabbia

Partnership Tuttestorie/Autunno Danza/Sardegna Teatro

 

Animazione, suono e immagine si fondono nel nuovo capitolo del cantiere produttivo del Teatro delle Briciole Nuovi sguardi per un pubblico giovane. Reinventando il libro animato in forma teatrale, Pop up intreccia le microstorie di un bambino di carta e di una piccola, enigmatica sfera: le evoluzioni ritmiche, cromatiche e sonore del loro rapporto, i loro incontri, le loro specularità , le loro trasformazioni. La scansione cromatica dei diversi cartoon di cui si compone lo spettacolo è un mezzo potente per indagare le emozioni-base e per creare insiemi di associazioni tra sentimenti, forme e colori. La forma delle variazioni sul tema, assecondando musicalmente la ricerca rumoristica, si fa strumento flessibile per un’esplorazione sperimentale dell’immaginario infantile.

Le avventure del bambino e della sua piccola palla danno così origine a un gioco simbolico di geometrie e di metamorfosi che tocca aspetti centrali di quell’immaginario: la fantasia, l’invito, la minaccia, il sogno. Due attrici, che sono insieme animatrici, danno vita e voce ai due protagonisti di carta, giocando sull’apparizione delle figure e delle forme nel tempo, sugli intrecci di esse con i loro corpi, sul movimento e sull’illusione del movimento, sulla sincronicità  tra voci e tra voci e immagini.

L’idea della reinvenzione scenica del libro pop up, la sfida di creare un cartone artigianale, una sorta di fossile di cartone animato nell’epoca del 3D, è la preziosa occasione per una riflessione sull’animazione, sulla saturazione e l’invasività  delle sue tecniche contemporanee, per intraprendere una direzione più evocativa e meno aggressiva che lasci più spazio all’immaginazione nell’era della dittatura digitale. Ed è, anche, l’occasione per fondere sperimentalmente manipolazione, teatro d’oggetti e suoni, linee di ricerca amate da I Sacchi di Sabbia che ora per la prima volta vengono rivolte e confrontate con un pubblico infantile.