12° edizione

Sarà I LEGAMI il tema dell’edizione 2017.

Fra incontri, laboratori, spettacoli e mostre cercheremo di esplorare la materia sconfinata delle relazioni e delle connessioni, andando a cercare i fili più o meno visibili che tutto uniscono.

Se in una classe chiediamo a ogni bambino di dirci con chi parla e gioca più volentieri, e poi su un foglio tracciamo fra i nomi le linee di queste scelte, viene fuori una ragnatela dove alcuni sono centri di tanti raggi e altri soletti ai bordi con pochi fili. Si chiama sociogramma di Moreno, ma possiamo pensarlo esteso a tutta la terra con bilioni di fili invisibili fra ognuno di noi, e chiamarlo addirittura umanità. È risaputo, infatti, ma stupefacente, che con “sei gradi di separazione” ci conosciamo tutti, sulla terra. E ora con la rete dei social, oltre a conoscerci, siamo tutti connessi con tutti.
Cosa farà la letteratura per ragazzi con questi bilioni di fili? Come si possono raccontare? Come per altri scelti dal Festival, anche i Legami sono un tema immenso: forse non s’è mai raccontato d’altro.

Legami di affetto, amicizia, devozione: fra Sofia e il gigante GGG, fra Pippi, Tommy e Annika, fra Don Milani e i suoi ragazzi. Legami di cura e responsabilità: da Geppetto, che arriva fino in fondo al mare in cerca del figlio burattino, fino a Tamar che in Qualcuno con cui correre tira fuori dalla droga suo fratello. Legami di banda e avventura: fra Tom Sawyer, Joe Harper e Huck Finn; fra Prisca, Rosalba ed Elisa contro l’orrida maestra Argia Sforza. Legami fra le persone, fra le persone e le cose, le persone e gli animali: fra Mela e Il Cane in Abbaiare stanca. Fra le persone e i luoghi: Sam Gangee che si blocca smarrito perché se fa ancora un passo non sarà mai stato tanto lontano da casa. Legami e tagliatori di legami: abbandoni, migrazioni, morte. Gli Ingoiatori, che ne La bussola d’oro recidono i fili invisibili fra i bambini e i loro daimon. Legami buoni, abbracci che ci stringono e salvano; legami cattivi, nodi che ci stringono e soffocano. Legami che ci cambiano: Piccolo Blu e Piccolo Giallo, che finiscono per diventare piccoli verdi.

Cosa può fare un festival di letteratura per ragazzi, con questa rete infinita di fili?

Può pensarne ancora altri, suoi speciali. Legami fra un lettore e il suo libro: fili lucenti dagli occhi alla pagina, e da lì fuori al mondo. Legami fra i libri, che si richiamano e si raccontano a vicenda. Legami forti dopo dodici anni fra un festival di libri e i suoi lettori, e fra tutti noi insieme e la città, a cui possiamo ormai legarci con nastri celesti come Ulassai alla sua montagna. Ciò che può fare infatti coi Legami un festival di libri per ragazzi, e molto meglio del sociologo Moreno, è ciò che ha fatto la nostra nonna Maria Lai: renderli visibili. Visibili e belli, ben legati, ben sognati.
Perché i legami fra noi tutti sono fragili e preziosi. “Da grembo a tomba siamo legati agli altri, passati e presenti. E da ogni crimine e ogni gentilezza generiamo il futuro”: così ammonisce la profetessa-clone di Cloud Atlas, il film dal romanzo di David Mitchell. La letteratura da sempre governa questo telaio di fili umani che tesse il futuro, mettendoli in pagina e in festa nelle loro più fulgide forme per gli occhi di tutti. E questo può fare il Festival: una tessitura.