• Fai tu il festival Tuttestorie: la sfida di 25 studenti.
  • da ottobre 2020 a maggio 2021
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Fai tu il Festival Tuttestorie: la sfida di 25 studenti del Liceo Artistico Foiso Fois

L’entusiasmo, la curiosità e la creatività degli studenti del liceo artistico Foiso Fois sono stati in questi mesi più forti dell’emergenza Covid.

Circa 25 di loro, selezionati oltre un anno fa per partecipare al progetto della libreria Tuttestorie Fai Tu il Festival Tuttestorie, stanno partecipando con grande interesse ai laboratori ed alle attività dirette ad ideare, progettare, programmare e realizzare uno o più eventi culturali, inseriti all’interno della programmazione del festival Tuttestorie e rivolti soprattutto ai loro coetanei.
Ecco l’obietto finale: saranno gli studenti a gestire direttamente gli eventi da loro ideati.
In questi mesi gli studenti stanno quindi partecipando ad un processo di progettazione, con l’assistenza di diverse figure professionali e di esperti (facilitatori, esperti di letteratura e di linguaggi creativi, grafici, comunicatori, progettisti, scenografi etc.) coordinate da Emanuele Ortu e Maria Grazia De Vita, che stanno affiancando i ragazzi nella definizione dei contenuti. Ed i ragazzi si stanno davvero mettendo in gioco, superando timidezze e mettendo in campo i loro linguaggi, la loro cultura, i loro interessi ed una diversa visione del mondo. La preparazione, la velocità e la complessità degli interessi dei ragazzi stanno rappresentando quindi anche per gli operatori e gli esperti una sfida affascinante e stimolante.

Laboratori a cura di Emanuele Ortu e Graziella DeVita

Ma non solo.

Gli studenti hanno avuto l’opportunità di incontrare e lavorare, in laboratori dedicati esclusivamente a loro, con due artisti di fama internazionale: Katsumi Komagata, graphic designer giapponese e la francese Katy Couprie, illustratrice ed autrice del libro il Dizionario Folle del Corpo.

 Katsumi Komagata, pluripremiato designer giapponese, è considerato da molti l’erede dell’indimenticato disegnatore, scrittore e scultore Bruno Munari. Toccare, conoscere, sentire e scoprire sono le cifre di un alfabeto immaginifico che hanno reso l’artista nipponico uno dei più prolifici inventori e sperimentatore dell’oggetto libro di tutto il Novecento. Komagata nel 2012 è stato tra i protagonisti del MoMA di New York in occasione dell’allestimento “Century of the child: growing by design 1900-2000”.

Laboratorio con gli studenti di Katsumi Komagata e Ilaria Tontardini  – Sa Manifattura  dicembre 2019

Katy Couprie è diplomata a l’École Nationale Supérieure des Arts Décoratifs di Parigi ed ha frequentato poi l’Art Institute di Chicago. Pittrice, autrice, illustratrice e fotografa, è un’artista a tutto tondo che trova nell’incisione il suo mezzo di espressione privilegiato. Ha scelto l’editoria per ragazzi come spazio di libertà e creatività che permette di aprire gli orizzonti. Nei suoi numerosi libri, albi illustrati e imagiers offre punti di vista inediti e interpretazioni originali della realtà.

Laboratorio di Katy Couprie con gli studenti – Sa Manifattura Cagliari ottobre 2020

Il dizionario folle del corpo umano, di Katie Couprie, Fatatrac

I due artisti hanno proposto due esperienze laboratoriali specifiche ed i ragazzi hanno partecipato con emozione, sperimentando tecniche e modalità di lavoro originali e altamente qualificate. La serietà ed il coinvolgimento degli studenti e l’esito finale dei laboratori, con loro produzioni artistiche di notevole interesse, hanno impressionato così tanto Komagata e la Couprie che entrambi hanno chiesto di essere informati sugli eventi finali che gli studenti progetteranno.
In particolare nell’incontro con l’artista Komagata i ragazzi, attraverso i materiali e le tecniche del ritaglio e collage,  si sono approcciati alla potenza comunicativa della semplicità, elemento distintivo dell’artista.
ll lavoro con Katy Couprie si è svolto in tre incontri. I workshop avevano come tema il corpo in movimento. L’artista ha proposto una modalità di osservazione e riproduzione del corpo assolutamente originale e soprattutto “libera” da schemi e stilemi estetici. L’osservazione del corpo che è più atteggiamento che tecnica, non la riproduzione esatta  ma la realizzazione di una serie di schizzi dal vivo, osservando il modello nelle varie posture “senza guardare il foglio”. Inoltre la scoperta e sperimentazione della tecnica del monotipo e il dialogo tra posture disegnate e posture di corpi reali, in piccole messe in scena, fotografate e in evoluzione.
Nelle attività previste nel progetto, il processo di co-progettazione, di facilitazione e di assistenza tecnica sta fornendo al gruppo di studenti la “cassetta degli attrezzi” necessaria per l’ideazione e realizzazione dell’evento culturale che dovrà essere fruibile da un pubblico esterno.

La fase iniziale del progetto, già svolta, ha avuto come obiettivo quello di introdurre il tema del Corpo, filo conduttore dell’ultima edizione del Festival, attraverso il linguaggio delle immagini, con una serie di suggestioni per avviare il processo creativo individuale, creando un setting empatico per facilitare ed evidenziare le capacità espressive di ciascuno.

Nel primo step, introduttivo al percorso, i ragazzi hanno lavorato ad una sorta di “acrostico” con la parola corpo. Ad ogni lettera della parola i ragazzi dovevano associare un’immagine che iniziava con quella lettera. Si è proceduto negli incontri applicando un metodo di indagine, messo a punto e sperimentato in altre situazioni, basato sugli opposti (duro / morbido, dentro / fuori, possibile / non possibile, prima / dopo). Ogni incontro proponeva la riflessione sulla coppia di opposti secondo  due modalità di lavoro. Nella prima, a partire dalle proposte narrative del formatore (fumetti, graphic novel, film, romanzi, albi illustrati, esperienze artistiche, poesia, brani musicali, biografie di personaggi famosi, giochi e videogiochi) ci si confrontava sul binomio, attivando un dialogo ed un confronto sulle parti del corpo e le relazioni e potenzialità legate alla coppia di opposti analizzati. Il confronto ha avuto come output una mappa costruita su Padlet.

Nella seconda modalità, attraverso un approccio metodologico arte terapeutico, si è giunti alla realizzazione di un elaborato individuale, utilizzando materiali secchi (matite colorate, pastelli ad olio, pennarelli) carte varie, giornali e materiali di riciclo (stoffe, lane…). I supporti utilizzati sono stati cartoncini neri quadrati della dimensione di 35 cm. Output finale: 100 elaborati.

Nel mese di novembre 2020 si è avviata la fase di ideazione, nella quale saranno gli studenti a scegliere e progettare l’evento finale. Incomincia dunque per i ragazzi la fase “adulta” e altamente professionale. E su questo seguiranno aggiornamenti.

Ringraziamo moltissimo:
Luisa Peralta docente del Liceo Foiso Fois di Cagliari
Sandra Ennas – Sardegna Ricerche
Francesca Spissu – Consorzio Camu

Articolo di Pier Paolo Falco – Tutor del progetto

 Fai Tu il Festival Tuttestorie rientra nell’Avviso“PRO.PIL.E.I” Progetti Pilota di Eccellenza per l’Innovazione sociale – Programma Operativo Regionale FSE 2014 – 2020 – Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato del lavoro e della formazione professionale