Chiara Lorenzoni

Chiara Lorenzoni è nata il 31 agosto del 1971 a Padova, dove ha frequentato la Piccola scuola di scrittura creativa diretta dallo scrittore Giulio Mozzi. Nel 2005 si è trasferita a Lecce dove ora vive e fa l’avvocato. Nel 2009 ha pubblicato il suo primo libro, una raccolta di racconti e filastrocche intitolato Attila, Adalberta…e chi più ne ha più ne metta, edito dalla casa editrice Lupo (Copertino – Lecce).
Nel maggio 2010 il suo racconto intitolato Le scarpe di Elia Torrevecchia ha ottenuto una menzione speciale alla 43° edizione del concorso internazionale H.C. Andersen – Baia delle favole 2010 per fiabe inedite. Per la collana Giralangolo di EDT ha pubblicato, oltre ad Amali e l’albero, anche Romeo Mozartin e la frutta canterina e Le parole di Bianca sono farfalle, per Lapis Quello speciale e Sogni con la coda.

Consigli di lettura

SCUOLA DELL’INFANZIA

Le parole di Bianca sono farfalle, Uovonero/Giralangolo € 13,50

Bianca non parla. Bianca non parla, ma vede cose che gli altri non vedono. Vede quando i sorrisi dicono le bugie e quando gli occhi parlano anche se la bocca riposa. Il testo di Chiara Lorenzoni e le illustrazioni di Sophie Fatus raccontano la storia di una ragazzina che sa trovare dentro di sé e nelle sue mani il modo di esprimersi e di dialogare con il mondo che la circonda. Bianca non sente e non parla, ma le sue mani sono farfalle che danzano nell’aria.

SCUOLA PRIMARIA CLASSI II/III

Amali e l’albero, illustrazioni di Paolo Domeniconi, EDT Giralangolo, € 15,00

In collaborazione con Amnesty International Italia.

Un libro illustrato poetico, forte e gioioso per raccontare le paure e poi la felicità di una bambina che, arrivata da un paese lontano, trova nella terra in cui è approdata nuovi amici, profumi, sapori. Amali vede dalla finestra della sua cameretta l’albero, quell’albero che vaga per il paese e intimorisce gli abitanti. Esce di casa, gli si avvicina, gli parla, e scopre che l’albero è solo triste perché ha perso le radici e non sa più qual è il suo posto. Amali ricorda allora il viaggio che l’ha portata, come l’albero, lontana da casa. Le torna alla mente il sole caldo della sua terra, ma anche la paura che a volte l’assaliva. Ma ora non ha più paura, ha scoperto cose nuove nel suo nuovo paese, e degli amici. Il mattino dopo, al risveglio si affaccia alla finestra e non vede l’albero, ma un ramo frondoso pieno di foglie e fiori poggiato sul davanzale. Fiori dal profumo dolce di cacao, fiori dal profumo salato delle gocce del mare che ha attraversato”.