Franco Lorenzoni

Franco Lorenzoni è nato a Roma nel 1953. Maestro elementare, insegna a Giove, in Umbria. Ha fondato e coordina dal 1980 ad Amelia la Casa-laboratorio di Cenci, un centro di sperimentazione educativa che ricerca intorno a temi ecologici, scientifici, interculturali e di inclusione. Per questa attività ha ricevuto nel 2011, insieme a Roberta Passoni, il Premio Lo straniero. Attivo nel Movimento di Cooperazione Educativa, ha pubblicato Così liberi mai. La proposta del cerchio narrativo nella scuola di base come scoperta di sè e come apertura agli altri (Era Nuova 2005), Con il cielo negli occhi. Imparare a guardare lo spazio e il tempo giocando (La Meridiana 2009), I bambini pensano grande. Cronaca di un’avventura pedagogica (Sellerio, 2014). Quest’anno torna in libreria con Orfeo, la ninfa Siringa e le percussioni pazze dei Coribanti. Tre miti sull’origine della musica, Rrose Selavy.

Consigli di lettura

SCUOLA PRIMARIA CLASSI V

Orfeo, la ninfa Siringa e le percussioni pazze dei Coribanti. Tre miti sull’origine della musica, illustrazioni di Federico Maggioni, Rrose Selavy, € 14,00 (uscita 22 maggio)

(in alto una delle illustrazioni di Federico Maggioni)

Orfeo, appena nato, invece di piangere e urlare, cominciò a cantare. Cantava in un modo così particolare che gli uccelli che volavano lì intorno si appollaiarono al bordo della sua culla e si misero ad ascoltare. C’è chi sostiene invece che fu Orfeo che imparò a cantare ascoltando gli uccelli arrivati dal cielo, intrecciando la sua voce ai loro gorgheggi. Poi, crescendo, Orfeo si innamorò di Euridice, e il suo canto era così appassionato e pieno di armonia da infondere buon umore in chi lo ascoltava. Siringa vive in un bosco e quando cammina danza. Un giorno si accorge che qualcuno la sta seguendo. È Pan, innamoratosi di lei al primo sguardo. Ma Siringa ha paura di quel ragazzo impetuoso, che somiglia a un animale o forse a un dio dei boschi, e così fugge. Pan la insegue, sempre più desideroso. Per non lasciarsi prendere, Siringa invoca

l’aiuto delle Luna, che la trasforma in un cespuglio di canne. Per tenere con sé quella ragazza tanto amata, Pan costruisce un flauto di canne, il più antico strumento musicale mai costruito al mondo. Lo porterà sempre con sé e suonandolo terrà vivo il ricordo dell’amore per la ninfa Siringa.

Rea, moglie di Crono (che le ha già divorato i figli), salverà con uno stratagemma l’ultimo figlio nato: ha invitato un gruppo di ragazzi chiamati Coribanti che copriranno il pianto del bimbo battendo pietre, bastoni e metalli. Urlano e sbraitano al ritmo scatenato delle loro voci che accompagnano i loro tamburi improvvisati, e così fanno scoprire a tutti che al mondo è nata la musica. Una musica percossa a perdifiato, suonata per salvare la vita a un neonato.

I bambini pensano grande, Franco Lorenzoni, Sellerio, € 14,00

“Ho desiderato raccontare un anno di vita di una quinta elementare del piccolo paese umbro dove insegno da molti anni perché ascoltando nascere giorno dopo giorno parole ed emozioni, ragionamenti, ipotesi e domande, che emergevano dalle voci delle bambine e dei bambini con cui ho lavorato per cinque anni, ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte a scoperte preziose, che ci aiutano ad andare verso la sostanza delle cose e verso l’origine più remota del nostro pensare il mondo”. Nei dialoghi degli scolari su argomenti di un programma svolto ponendo questioni e lasciando elaborare soluzioni, intorno a temi che riguardano matematica, scienze, arte e storia, si ha l’impressione di ripercorrere l’evolversi della cultura umana. Si prova la meraviglia del nascere di un pensiero. Così questo libro, che contiene indicazioni concrete per un insegnamento innovativo, non è un burocratico manuale di didattica che si aggiunga a una fila troppo lunga. All’opposto ogni pagina trabocca di spontanea poesia, pur non indugiando in un’estetica compiaciuta del mondo incantato dell’infanzia. Nel diario di un anno di scuola, in cui ciascun allievo è protagonista di una ricerca comune, si mostra il cuore del dialogo didattico: “provare a dare forma al mondo”. È una proposta pedagogica nuova, evidentemente capace di cercare un senso all’esistere e al far esperienza, diventa anche un racconto antropologico.