Jutta Richter

Jutta Richter è nata a Burgsteinfurt in Vestfalia nel 1955. È considerata una delle più note autrici tedesche degli ultimi vent’anni.  Il suo primo libro l’ha scritto ancora teen-ager dopo un soggiorno di un anno a Detroit (USA). Dopo il diploma ha studiato teologia cattolica, germanistica e pubblicistica all’Università di Münster. Scrive racconti e romanzi per ragazzi e per adulti, nonché canzoni, lavori per il teatro e per la radio. Vince nel 2001 il rinomatissimo “DeutscherJugendliteraturpreis”. Nel 2007 con il libro Il gatto Venerdì (Beisler) riceve il Premio Andersen – Il mondo dell’infanzia. Vive in una casa incantata a Westerwinkel, presso Münster. Fra i suoi libri pubblicati da Beisler ricordiamo Tutti i sogni portano al mare, Io sono soltanto una bambina, Io sono soltanto un cane e Il cane dal cuore giallo o la storia dei contrari. Per Salani ha pubblicato La storia dell’uomo dai calzini rossi che si innamorò della strega, Dio, l’uomo, la donna e il gatto e Quando imparai ad addomesticare i ragni. In ottobre per il festival uscirà, sempre con Beisler, La signora Lana e il profumo della cioccolata.

Consigli di lettura

PRIMARIA IV/V

 

Il gatto venerdì, Beisler, 12.00€

Christine e il gatto Venerdì si incontrano tutte le mattine lungo il tragitto per la scuola. E tutte le mattine si fermano a parlare. È questo il motivo per cui la bambina arriva sempre in ritardo e il maestro la sgrida. Ma come si può rimanere indifferenti a un gatto parlante sornione e impertinente, che fa discorsi filosofici e conosce il segreto per vivere in eterno?

PRIMARIA IV/V

 

Io sono soltanto una bambina , Beisler, 12.50

Finalista Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2018

«La mamma pensa di sapere più cose di me e mi fa andare su tutte le furie! Ma cosa ne sa lei? Mica lo sa cosa significa alzarsi presto tutte le mattine per andare a scuola! Avere a che fare con compagni di classe prepotenti e sapientoni! E la Preside? E i professori? Che ne sa! Io sì che lo so, ma meglio far finta di niente perché… io sono soltanto una bambina, no?» La realtà, vista con gli occhi dei bambini, è tutta un’altra storia. Loro sì che le conoscono le persone e vedono cose che i grandi non sanno più vedere!