Marianne Dubuc

Marianne Dubuc inizia la sua carriera di autrice ed illustratrice di libri per ragazzi nel 2006. Il suo secondo libro: Di fronte alla mia casa diventa ben presto un grande successo sia in Quebec che all’estero, tanto da consacrare la sua carriera lavorativa anche in Europa. Ha all’attivo diversi titoli  tradotti in più di 15 lingue. Lavora a Montreal, dove divide il suo tempo tra le sue matite colorate e la sua famiglia. In Italia ha pubblicato con Orecchio Acerbo Le case degli animali, Le vacanze degli animali, Il leone e l’uccellino e Non sono tua madre. Con La Margherita sono usciti Cappuccetto e il viaggio in autobus, Davanti alla mia casa c’è e L’arca degli animali.

Consigli di lettura

SCUOLA DELL’INFANZIA

Le case degli animali, Orecchio Acerbo, € 13,90

È un monolocale lungo e stretto -i termosifoni sempre a palla- la casa del serpente. Pensile invece, ma appartata e accuratamente nascosta tra i rami, quella della gazza ladra. Un grande e frenetico condominio multipiano, totalmente interrato, ospita le formiche. Villetta unifamiliare con ampia sala da bagno -e scivolo per lo stagno sottostante incorporato- per il coccodrillo. Scavato a regola d’arte, ma un vero e proprio labirinto, è poi il cottage della talpa. E per il pinguino, un residence tutto rigorosamente in ghiaccio massello, dalle pareti ai mobili delle singole stanze. Infine, chi abiterà mai in quella casetta dove tra spray, stick e nebulizzatori ci sono tutti i possibili tipi di deodorante? Insomma la più divertente, e scientificamente documentata, rassegna dell’arte di abitare.

SCUOLA DELL’INFANZIA

Cappuccetto e il viaggio in autobus, La Margherita € 14,00

Recensione di Caterina Ramonda da https://biblioragazziletture.wordpress.com/

Marianne Dubuc, illustratrice dal tratto delicato ma riconoscibile, torna con una declinazione di Cappuccetto, albo illustrato, quasi silent-book. La narrazione, favorita anche dal formato del libro, è cinematografica e consente di organizzare una lettura da proporre anche a un gruppo nutrito di bambini. Il momento del distacco dalla mamma e la prima esperienza di un viaggio in solitudine sono, apparentemente, descritti con leggerezza, quasi con distacco. Alcuni topoi (il cesto della merenda e la mantella) e una narrazione che si preoccupa di descrivere la sequenzialità del tempo e dello spazio, introducendo diversi personaggi (animali umanizzati) all’interno dell’abitacolo. Ci sono “comparse” che scendono subito, altri che resteranno fino alla fine e nuovi arrivi in corso. Alcuni animali si muovono molto (le talpe), altri sembra dormano sempre (la tartaruga e il bradipo). Dai finestrini, il paesaggio cambia e il bosco si infittisce. Sale una famiglia di lupi. Ma il lupo più giovane fa amicizia con la bambina protagonista; condividono la merenda messa a disposizione da lei. Poi l’autobus entra in galleria e succede qualcosa. Il lupo scende, la bimba gli grida dietro il suo indirizzo, la promessa del rivedersi. E’ con la luce che troviamo un nuovo personaggio e una nuova, impercettibile inquietudine. L’autobus si riempie, poi, verso la fine è quasi deserto e la storia si avvia, lentamente, verso la conclusione. Possiamo leggere questo libro come un albo che sollecita l’osservazione dei particolari, la scoperta dei cambiamenti, il nominare diverse situazioni. Ma possiamo anche vedervi una delicata metafora onirica, una narrazione molto più sofisticata di quella che appare in superficie. Possiamo giocare o farci portare in giro dall’autobus in territori sconosciuti, dove Cappuccetto non è quella a noi nota, il lupo tanto meno.