• Autore: Maria Lai
  • Illustratore: Gioia Marchegiani
  • Editore: Topipittori
  • Collana: albo illustrato
  • Anno: 2017
  • Età: da 6 anni

Il campanellino d’argento

“Un pastorello mattiniero ogni mattina si levava col sole e portava la sua capretta sulla montagna. Era una partenza felice, per contemplare il cielo sulle cime più alte e stare vicino alle nuvole”.

Nell’immaginario di Maria Lai la leggenda sarda della capretta magica che conduce il pastorello a un favoloso tesoro ha avuto grande importanza. L’artista la scrisse e riscrisse, immaginando un finale alternativo rispetto a quello tradizionale. La storia che qui presentiamo è nata dalla contaminazione di diverse versioni e costituisce una metafora del grande potere dell’arte. La illustrano le bellissime immagini di Gioia Marchegiani che narrano, insieme alle vicende dei protagonisti, la natura e la cultura del paesaggio isolano.

recensione a cura di Topipittori

Gioia Marchegiani è nata a Roma nel 1972. Dopo essersi diplomata in Illustrazione all’Istituto Europeo di Design di Roma si è trasferita a Berna in Svizzera dove ha vissuto dieci anni. Oggi vive e lavora a Roma, tra il mare e la città, con la sua famiglia, il gatto Linus e due tartarughe. Ama disegnare en plein air, passeggiare e fare giardinaggio, attività che considera forme di meditazione funzionali alla creazione artistica. I suoi libri sono stati pubblicati in Italia e all’estero e ha ricevuto importanti riconoscimenti a concorsi nazionali ed internazionali tra i quali nel 2017 la selezione per la Mostra degli Illustratori della Children’s Book Fair di Bologna con le illustrazioni tratte da Il campanellino d’argento, con testo di Maria Lai. Oltre al mestiere di illustratrice insegna disegno e acquerello a bambini e adulti e svolge laboratori di promozione alla lettura, di sensibilizzazione alla cura del verde attraverso attività didattico-creative con la sua associazione Semidicarta.
Maria Lai nasce il 27 Settembre 1919 a Ulassai, in Sardegna. Particolarmente importante negli anni della sua formazione è l’incontro con il docente e scrittore Salvatore Cambosu, con il quale instaurerà un profondo e duraturo rapporto di amicizia. Nel 1939 Maria Lai si stabilisce prima a Roma e poi a Venezia, dove sarà allieva all’Accademia di Belle Arti di Arturo Martini. A partire dal dopoguerra, inizia a esporre le sue opere in diversi musei, gallerie e alla Biennale di Venezia, con notevoli riconoscimenti nazionali. Nel 1981 si svolge a Ulassai Legarsi alla montagna, la performance collettiva per la quale Maria Lai è oggi più nota, e che inaugura una serie di interventi artistici sul territorio. Nel 2004 le viene conferita la laurea honoris causa in Lettere all’Università degli Studi di Cagliari per il tratto fortemente narrativo e concettuale della sua opera, che si realizza però con tecniche tradizionali, arcaiche.
L’8 luglio 2006 viene inaugurato nei vecchi caseggiati dell’ex stazione di Ulassai il Museo di Arte Contemporanea, la Stazione dell’arte, che raccoglie una parte considerevole delle sue opere. Dopo il successo del museo, le sue opere sono entrate nelle Istituzioni più importanti, quali Palazzo Grassi di Venezia con la mostra Italic, a cura di Francesco Bonami, a Palazzo Mirto e a Villa Borghese di Roma. Negli ultimi anni Maria Lai ha vissuto e lavorato nella casa di campagna vicino al paese di Cardedu, dove muore il 16 aprile del 2013.