• Autore: Bruno Tognolini
  • Illustratore: Pia Valentinis
  • Editore: Il Castoro in coedizione con Tuttestorie
  • Collana: albo illustrato
  • Anno: 2002
  • Età: da o in su

Mammalingua

Sono ventuno piccole filastrocche (da quattro a quattordici versi) e ventuno illustrazioni, una per ogni lettera del’alfabeto, sulle piccole e sconfinate cose dei neonati, della mamma e del minuscolo e immenso mondo che insieme li contiene. Raccontano del’Acqua (da cui il bambino è appena uscito), della Bocca (che succhia e bacia), della Cacca (come non parlarne?); s’intitolano “Dormi”, “Ecco”, “Figlio”, “Lingua”, “Piangi”; dicono e cantano il disorientamento per questo pezzo di io che non è più io, la gioia e il conforto per le prime risate, la pena per quei pianti disperati che in nessun modo si è capaci di fermare.

“Mamma Lingua” è un libro piccolo, da tenere sul comodino, da sfogliare per perdersi – e trovarsi – nelle attonite fatate visioni di Pia Valentinis; per scegliere le filastrocche giuste per quella sera, per quel problema, per quel’umore; e per dirle, leggerle e rileggerle; e magari, quando si siano imparate le preferite, non leggerle più, e allora cantarle davvero, come un canto di balena che chiama, finché rallentano e si perdono nel sonno.

MAMMALINGUA è un libro nato dall’idea di tre brave libraie per ragazzi, che con esso esordiscono come Edizioni TUTTESTORIE: hanno progettato col Comune di Cagliari il dono di un libro a ogni nuovo nato per due anni (poi prorogati a quattro, visto il successo dell’iniziativa); e hanno chiamato al lavoro due cagliaritani meticci: Pia Valentinis, illustratrice di Udine che vive a Cagliari da quindici anni, e Bruno Tognolini, scrittore cagliaritano che vive a Bologna da venticinque.

Queste poesie per neonati sono state un’avventura di scrittura come poche, per me. Sapevo da principio che non avrei parlato di loro, ma a loro; dopo un po’ mi sono accorto che parlavo con la voce della mamma, quel misterioso canto di balena che suona nell’oceano “là fuori”. Non ho opposto resistenza a questo canto, e sono nate ventuno filastrocche, una per ogni lettera, nell’alfabeto di una “mamma lingua” originale: ACQUA, BOCCA, CACCA, DORMI, ECCO, FIGLIO, GIORNO, HAI, IO, LINGUA, MAMMA, NO, ORA, PIANGI, QUI, RIDI, Sì, TU, UNO, VIA, ZITTI.

recensione a cura di Bruno Tognolini