un progetto a cura di Catia Castagna e Elena Iodice
con la collaborazione di Donatella Martina Cabras
sonoro di Enrico Venturini su testo di Nicoletta Gramantieri
Un armadio. Non è un mobile, ma un confine. Oltre le sue ante non si conservano oggetti, ma si custodisce la possibilità di cambiare forma. Le pareti sono rivestite di tappezzerie, storie illustrate che cercano spazio. Qui, il disegno non resta sulla carta: le figure si staccano dal muro, le trame si fanno bidimensionali, le illustrazioni si trasformano in sagome pronte per essere abitate.
Al centro, appesi ad esili grucce, decine di abiti e accessori dalle forme più disparate. Sono maglie, maglioni, abiti gonfi come nuvole o esili come fili d’erba; scarponi e cappelli, guanti, pantaloni e braghette e altri indumenti che si fatica a capire come possano essere indossati.
Ci sono buchi per la testa, altri per le braccia, qualcuno che sembra fatto per rotondi sederi vogliosi di prendere un po’ di aria. E poi brandelli di racconti, scampoli di storie da leggere con gli occhi e con il corpo. E allora accade che, per un attimo, si possa entrare con il corpo in quelle pagine per abit-arle davvero. E farle muovere, strisciare, saltare e ballare come in una immensa, coloratissima parata di storie in movimento. Ci spoglieremo dal nostro quotidiano scegliendo la storia che vogliamo far scivolare sulla nostra pelle mentre nelle cuffie ci guiderà il respiro di questo corpo nuovo. Non saremo più singoli individui, ma frammenti di un unico grande racconto vivente.
EXMA SALA PUA’
per tutte e tutti
40′ – max 60
gratuito con prenotazione alla sala



