Andrea Santonastaso

Sostiene di fare l’attore. Una carriere tra fiction (“La bella e la bestia”, “Un Matrimonio” di Pupi Avati, “Don Matteo”, “Dov’è mia figlia?”, “Puccini”, “Lo Smemorato di Collegno” e “L’Ispettore Coliandro” tra le altre), cinema (lavora, tra gli altri, con Wim Wenders, ancora Pupi Avati, Cristina Comencini, Massimo Venier), teatro (attualmente è in turnè con “Mi chiamo Andrea, faccio fumetti”, sulla vita di Andrea Pazienza e “Sandro” sulla vita di Sandro Pertini) e pubblicità (Danacol e Parmacotto ad esempio) giustificano l’affermazione. Ma Andrea Santonastaso ha condotto per Radio 2 un programma di cinema (è un cinefilo esperto) dal titolo “Nessuno è Perfetto” (per tre anni) e programmi di puro intrattenimento come “Per Fortuna che c’è la radio”, “Metropolis” (per due anni), e “Non è un paese per giovani”, tra gli altri. Ha poi condotto per la televisione programmi come “Grandi Mostre” su Sky Arte HD e “Saturdy Night live” su Italia 1. Quindi sarebbe il caso che si definisse anche conduttore. E poliedrico vista l’eterogeneità dei contesti. Ed il termine eterogeneità è usato su sua richiesta per far vedere che la Laurea in Giurisprudenza è servita a qualcosa oltre che a fare felici i di lui genitori. A proposito di poliedricità: ha studiato anche come disegnatore di fumetti ed illustratore e, tra le tante, sono sue le illustrazioni del libro di Federico Taddia “Jacopopò il genio della cacca” con le quali è stato finalista al Premio Battello a Vapore città di Verbania (nel 2010 la sua prima pubblicazione come autore e illustratore dal titolo “Chissà dove sono?”, Aliberti Jr. editore). Insomma… più poliedrico di così!

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